Consiglio superiore della sanità blocca la vendita della cannabis “light”

A noi di Erbula.shop questa vicenda ricorda un po’ quella delle sigarette elettroniche, prima salutate come una felice alternativa al fumo vero e dannoso, poi considerate all’improvviso anch’esse pericolose.
Lo stesso per la cannabis legale, diffusa ormai in tutta la penisola con decine di negozi aperti in tutte le città e poi bollata come probabilmente pericolosa dal Consiglio superiore di sanità, che ha invitato il ministero della Salute a valutare la chiusura dei punti vendita dove si trova la marijuana legale.
I prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, sono attualmente venduti nei ‘canapa shop’, come un prodotto da collezione, dunque non destinato al consumo e secondo quanto indicato nel rapporto:
“La biodisponibilità di Thc anche a basse concentrazioni, non è trascurabile, sulla base dei dati di letteratura; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili; tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine».
Quindi intanto che si può noi di Erbula.shop abbiamo realizzato una offerta per dare la possibilità a tutti di fare una scorta!
Ecco il link per acquistare:  https://www.erbula.shop/product/cricket-pack/


Notizia di oggi comunque è che:
“Quello del Consiglio superiore della sanità è il parere di un organo consultivo, ma le decisioni le prende il governo e il divieto non è in discussione”.
Parole pronunciate dal ministro della Salute Giulia Grillo, e che riportano il sereno sul settore della cannabis light, dopo la dura giornata di ieri.
Il Css, emanando un parere che le era stato richiesto dal precendente ministro Beatrice Lorenzin, aveva invocato il divietto al commercio della cannabis light invocando il principio di precauzione ed affermando che si puà escludere che «il THC, anche se a basse concentrazioni, possa causare comunque problemi di salute». Un parere che ieri non avevamo esitato a definire “politico”, visto che i membri dell’attuale Css sono stati nominati dal precedente ministro della Salute, di orientamento proibizionista.
Le dichiarazioni di Giulia Grillo (M5S) gettano acqua sul fuoco. Il ministro ha assicurato che non vi è alcuna intenzione di vietare le infiorescenze di canapa, né tantomeno chiudere i growshop, specificando come la volontà sia piuttosto quella di «regolamentare il settore», come già chiesto anche dalle aziende che vi operano, come condizione essenziale per poter finalmente strutturare un settore in forte crescita ma ancora privo di garanzie sufficienti per imprenditori, commercianti e consumatori.

State tranquilli.